L’atelier ( o l’evento come in questo caso) nasce per custodire e tramandare la bellezza di un paesaggio casalingo dell’ infanzia di generazioni di bimbi:  quello dei panni stesi al sole, delle lenzuola mosse dal vento, del profumo di buono e l’odore pulito dell’acqua che lava e sciacqua, al ritmo di conte e filastrocche.

Immaginate fili da stendere, cesti di panni da lavare e grandi tinozze di acqua saponata. Che sia di fiume, di pozzo o di fonte è un’ acqua che schiuma, goccia, ammolla, inzuppa, schizza e bolla. Il tempo del bucato, che non conosce fretta e che ama perder tempo, è fatto per insaponare, spazzolare, strizzare, sfregare, torcere, spiegare la biancheria con vigore all’aria e stenderla con precisione geometrica

L’acqua dolce  e saponata, unita ai fiori galleggianti, calma, rilassa e concentra i bimbi sul lavoro da svolgere, instancabilmente, con piacere, abbondanza e gesti ammalianti. I piccoli, indossando un grembiulino impermeabile,  maneggiano il pezzetto di sapone e con una morbida spazzolina si appoggiano sull’asse per sfregare ben bene i panni da lavare nelle grandi tinozze a terra. Nell’aria volano grandi bolle di sapone…

IL BUCATO è anche la storia di una giovane lavandaia che viveva ai tempi in cui i nonni  non erano nati. Proprio quando, benché  ci fossero le lampadine sui lampadari, nelle case non c’erano le tv e nei bagni mancavano ancora i rubinetti dell’acqua! Ma la giovane lavandaia era energica ed intraprendente così un giorno ebbe un’idea…

IL BUCATO nasce dalla convinzione che  la possibilità di vivere alcune semplici azioni, connotandole con cura ed attenzione, può aiutare i bambini ad affinare i loro sensi, allenare l’immaginazione e la manualità, ammirare le cure e la bellezza offerte quotidianamente dal mondo ed aiutarli  a farne esperienza e tesoro.

 

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